Macerata aderisce all'Associazione delle Città d'Arte e Cultura. È da segnalare la stagione lirica nell'originale e suggestivo sferisterio che si tiene durante il periodo estivo. L'Università è tra le più antiche nel mondo fondata nel 1290 con la lettura dell'editto in tutta la regione da parte di Bartolo da Sassoferrato che annunciava la fondazione di una scuola di diritto nella città. Da Macerata parte l'annuale pellegrinaggio votivo verso la basilica della Santa Casa di Loreto. A Macerata è nato Padre Matteo Ricci, padre gesuita che visse per anni nella Cina dei Ming. Il gesuita introdusse la geometria euclidea nella corte e preparò cinque edizioni diverse di carte geografiche universali. Sono ancora conservate alcune rarità che portò dai suoi viaggi: il mappapondo in otto rotoli in lingua mandarina e mancese, l'astrolabio, gli orologi e i kesi, arazzi che abbelivano le case dei cinesi. Nel comune di Macerata sono presenti i seguenti musei: - Palazzo Ricci (in cui è presente la Collezione del '900 italiano) - Museo della Carrozza - Museo di Storia Naturale - Museo e Pinacoteca Comunale - Museo Tipologico del Presepe
STORIA DI MACERATA
Si sono fatte molte ipotesi sulla questione dell'origine del nome della città di Macerata. Sappiamo che il toponimo terra de Maceriatinis compare nel 967 e che, più tardi, nei documenti si cita il Castrum Maceratae ed infine che, successivamente, la città veniva identificata con il nome di civitatis Maceratae.
Una delle prime ipotesi espresse sull'origine del nome si rifà alla cultura epico-romantica: ad esempio Pompeo Compagnoni, riportando l'opinione corrente del suo tempo, imputava le origini del nome e della città ad un tale Maccio Macro, annoverato nientemeno tra i nipoti di Noè, ovvero ad un immaginario Macareo. Sempre nella stessa ottica, si avanzò l'idea che il nome derivasse dal fatto che, per elevare le prime costruzioni della nuova città, fossero state utilizzate le macerie della vicina città romana di Helvia Ricina.
Altre ipotesi più pragmatiste farebbero derivare il toponimo Macerata dal sostantivo «macèra»: tale termine poteva identificare un luogo caratterizzato dall'esistenza di maceratoi dove veniva posta a macerare la canapa. Infatti in quel tempo la coltivazione della canapa era molto diffusa. Lo stesso sostantivo «macèra» poteva significare anche l'esistenza di muri a secco utilizzati per la delimitazione delle terre. Secondo quest'ultima ipotesi (quella che attualmente è più accreditata), il nome Macerata deriverebbe dal fatto che nel luogo esistevano maceriae - pietre e mattoni di costruzioni precedenti -, utilizzate per l'edificazione di rudimentali fortificazioni. Gli abitanti avrebbero così assunto il nome di maceratinis, equivalente a "popolazione che è cinta da muri". La zona che anticamente si identificava come terra de maceriatinis, secondo studi recenti di L.Paci, era ubicata nell'attuale colle di Santa Croce.
Comunque tali asserzioni non possono che restare solamente delle ipotesi, pur credibili, in quanto esse non ci danno le necessarie certezze sulle origini del nome della città di Macerata, stante la carenza di documenti.
Le origini Gli storici maceratesi del passato amarono credere che Macerata fosse "figlia" della città romana di Helvia Ricina, sorta in pianura, sulle sponde del fiume Potenza, lungo l'arteria stradale romana Noceriae - Septempeda - Trea - Ricina - Auximum - Ancona.
Viceversa Macerata sorse nel Medioevo, infatti nei secoli XI e XII cominciarono a insediarsi nel territorio maceratese aggregazioni abitative, definite nei documenti come terre, castra, podia, montes. Si nominò per la prima volta la terra de Maceriatinis, nel 967, in un diploma di Ottone I, il quale riconfermava il possesso di tale territorio ai benedettini di Santa Vittoria in Matenano (dipendente dall'Abbazia di Farfa). Attorno al secolo XI i benedettini persero il potere sui territori maceratesi che p |