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Città molto ingranditasi recentemente, l'economia di Prato è storicamente basata sull'industria tessile, anche se con il crescere degli abitanti essa si è diversificata. Fino al 1992 Prato, assieme ai comuni della sua provincia, faceva parte della provincia di Firenze. In quella data fu creata la provincia di Prato, per meglio amministrare un territorio in crescita continua di abitanti. La Provincia comprende in totale 7 comuni, inclusa la stessa Prato: Cantagallo, Carmignano, Poggio a Caiano, Montemurlo, Vaiano, Vernio. La città di Prato si trova tra Pistoia e Firenze e si estende per circa 100 Km². L'altitudine minima è di 32 metri, mentre la massima è di 818 metri, registrati sul monte Cantagrilli. È attraversata dal fiume Bisenzio, affluente del fiume Arno.
Prato è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia: 1989 (10 giugno): 21^ tappa, vinta da Gianni Bugno. 1991 (2 giugno): 8^ tappa, vinta da Davide Cassani. 1996 (28 maggio): 10^ tappa, vinta da Rodolfo Massi. 2000 (21 maggio): 8^ tappa, vinta dal belga Axel Merckx.
STORIA DI PRATO
Dopo le civiltà preistoriche, gli Etruschi abitarono la terra di Prato fino al V-IV secolo a.C. In età romana sorse il "Pagus Cornius" nell'area del "prato" attorno al quale, una volta caduto l'Impero Romano, sosterranno le milizie e i mercanti fino a formare un quartiere che nel secolo XI diventerà il fortilizio del Conte Alberto. Gli Alberti saranno poi, per investitura imperiale, Conti di Prato. Il vasto feudo albertino, che si estende dalla Maremma all'Appennino bolognese, viene conquistato dalla Marchesa di Canossa dopo un feroce assedio. Divenuta un Libero Comune, Prato sconfigge Pistoia alla fine del XII secolo. Arti e mestieri fioriscono e si organizzano militarmente in una Società del Popolo. La Società pesa a favore dei Guelfi riuniti a Prato nella Lega dei Comuni Toscani. Dominata dagli Angioini prima, dai Guazzalotti poi, la città, stremata da un'epidemia di peste, si arrende nel 1350 ai fiorentini che l'assediano. Nel 1512 subisce il "Sacco" da parte degli spagnoli. Il passaggio alla Repubblica fiorentina, nel 1351, non limita la crescita economica, culturale e artistica della città. Dalla metà del XIX secolo, lo sviluppo di una moderna industria tessile comporta una notevole espansione economica, demografica ed urbanistica. Il lavoro non ha però assorbito tutte le energie intellettuali della città, che oltre alla ricchezza del suo patrimonio storico-artistico offre notevoli e caratterizzate occasioni culturali che ne testimoniano la vivacità.
La formazione del pianeta Terra, della sua crosta terrestre e dei suoi oceani, come pure le conseguenze delle forze coinvolte nella teoria della tettonica a placche e la deriva dei continenti, così come vengono universalmente accettate, coinvolgono, naturalmente, anche la preistoria pratese, in quanto, è risaputo, anche Prato è posizionata sul pianeta Terra. Lo stesso potremmo dire per i grandi cicli orogenetici prepaleozoici (ricordiamo che per orogenesi si intende il sorgere delle catene montuose) e per i successivi cicli orogenetici carboniano, ercinico, cimmeriano. È indubbio, però, che in particolar modo siamo interessati alla orogenesi alpina la quale, iniziata circa 140 milioni di anni fa, è tuttora in corso e coinvolge direttamente l'Appennino. Va qui sottolineato che il termine "Appennino" per la geologia e la geografia ha due significati diversi. Geograficamente si intende la catena montuosa che costituisce lo spartiacque della penisola. In senso geologico, invece, Appennino è tutta la fascia corrugata a cui appartiene la catena, quindi tutta l'Italia peninsulare è Appennino (tranne il monte Conero, presso Ancona, e la zona del Tavoliere delle Puglie). La struttura dell'Appennino settentrionale, nel quale ricade il territorio pratese, è una struttura a falde nella quale si sovrappongono unità stratigrafiche di età simile, ma sovrapposte meccanicamente fra loro. Il territorio pratese (ma il | | |