Ravenna è un comune capoluogo della provincia di Ravenna è la città più grande ed economicamente importante della Romagna. La città è situata nell'entroterra ma è collegata al Mare Adriatico dal canale navigabile Candiano o Corsini. Ravenna è la città che fu capitale tre volte: prima dell'Impero Romano d'Occidente, successivamente del regno degli Ostrogoti e dell'Impero Bizantino; attualmente è il capoluogo dell'omonima provincia.
STORIA DI RAVENNA
Ai tempi dell'Impero Romano la città di Ravenna era un importante porto marittimo adriatico e una delle città d'Europa più importanti dell'età romana e del Medioevo. Quando la città fu fondata, era al centro di una laguna costiera (che appare ancora nelle mappe del XVI secolo) e un canale (oggi ridotto, ma ancora esistente) la attraversava. Ravenna fu un'antica alleata di Roma nelle guerre contro i Galli e continuò ad esserlo fino a quando si schierò con Mario nella guerra civile del I secolo AC. Lucio Cornelio Silla annettè la provincia alla Gallia Cisalpina. È stata un'importante stazione dell'Impero Romano ("classis"), da cui il nome di Classis dato al porto cittadino di Ravenna, protetto inizialmente dalle mura. L'imperiale Porta Aurea del Classis non venne demolita fino al XVI secolo, quando era l'ultima delle vestigia ancora in piedi. Le Colonne del Classis vennero sparpagliate come trofei nelle Chiese di Ravenna, e addirittura spedite a Venezia. Sculture di epoca romana decorano ancora la chiesa di San Giovanni in Fonte. Nel 402 l'imperatore dell'impero romano d'Occidente Onorio trasferì a Ravenna la residenza imperiale da Milano, per sfuggire alle minacce di Alarico. Alla morte di Onorio la sorella di lui, Galla Placidia, per mano del figlio minorenne Valentino III, fu al potere a Ravenna del'impero. In quel tempo e grazie alla neo imperatrice Ravenna si arricchì di molti famosi monumenti, soprattutto religiosi, in virtù del culto cristiano diffusosi a Ravenna e in tutto l'impero per volontà di Galla Placidia. Ravenna fu inoltre la città in cui capitolò l'ultimo imperatore dell'Impero Romano d'Occidente, Romolo Augustolo per mano degli Eruli di Odoacre il quale, a sua volta fu costretto a passare il potere nelle mani del Re Goto Teodorico (493), sotto il cui dominio, durato circa 30 anni, la città fu arricchita di nobili monumenti nonché del culto Ariano. In seguito alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente e la sempre più crescente autorità di Bisanzio, per volontà dell'Imperatore Giustiniano, furono mandati al governo di Ravenna gli esarchi. Il potere assai tirannico di questi ultimi tuttavia offriva motivo di odio presso il popolo borghese Ravennate che, al fine di liberarsene, si mossero in lotta al fianco dei Longobardi, che pure ambivano il dominio di Ravenna per estendersi verso sud. Per volontà del re dei Franchi Pipino il Breve però la città passò nelle mani del Papato e, nonostante ribellioni vane dei Ravennati, vi rimase per diversi secoli. Nel 1512, in occasione della guerra della Lega Santa, Ravenna fu teatro di scempio e sangue per la prima grande guerra con armeria moderna mai subita prima. Dopo il momentaneo dominio napoleonico Ravenna torna nuovamente allo Stato Pontificio finchè, nel 1859, in seguito a continue ribellioni, non verrà annessa al Piemonte e nel 1861 gode dell'Unità d'Italia. Durante la Prima Guerra Mondiale Ravenna seppe dar dura prova della sua forza nella lotta al Fascismo, da cui fu più volte bombardata. Tale valore le ha concesso il godimento della Medaglia d'Oro al valor Militare.
Caratteristiche generali delle chiese ravennati: pianta senza transetto sviluppo più o meno longitudinale in base alla tradizione di riferimento (più se occidentale, meno se orientale) divisione in 3 navate tramite colonne finestre con arco a tutto sesto sulla navata centrale e sull'abside forma poligonale delle absidi all'esterno lesene e arcate cieche che includono le finestre cupole in tubi fittii muri in mattoni con strati di malta be |