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Torino (Turin in piemontese e in occitano) è capoluogo dell'omonima provincia e della regione Piemonte.Torino sorge nella pianura approssimativamente delimitata dai fiumi Stura di Lanzo, Sangone e Po (che attraversa la città da sud verso nord). È anche bagnata dalla Dora Riparia. Il Po accentua la divisione tra la parte collinare della città e la parte di Torino collocata in pianura, compresa tra i 280 e i 220 metri s.l.m. che scende andando da ovest verso est.

STORIA DI TORINO

Prima dell'epoca romana, l'area di Torino fu abitata dalla popolazione dei Taurini. La città si sviluppò nel I secolo d.C. sull'accampamento romano di Castra Taurinorum, che in seguito venne dedicata ad Augusto (Augusta Taurinorum) e la città attuale conserva ancora nel centro la struttura di accampamento romano, con 3-4 assi orizzontali intersecati ad angolo retto da molte vie perpendicolari. Nel 69 la città fu parzialmente distrutta da un incendio nel corso dello scontro tra gli eserciti di Otone e di Vitellio. Nel VI secolo d.C. divenne un ducato longobardo; nel 773 fu conquistata dalle truppe di Carlo Magno e divenne una contea francese. Nel XII e XIII secolo fu un libero comune e nel 1280 passò alla Casa Savoia. Occupata dai francesi nel 1536–1562, tornò ai Duchi di Savoia con Emanuele Filiberto, il Duca Testa di Ferro, che vi trasferì la capitale del Ducato da Chambery (con il pretesto di accorciare il percorso del Cardinale Carlo Borromeo che voleva pregare sulla Sacra Sindone). All'inizio del XVIII secolo, durante le guerre per la successione spagnola, fu al centro di un lungo assedio da parte dell'esercito francese; eroe di quelle giornate fu Pietro Micca. L'assedio finì con la vittoria di Eugenio di Savoia sui francesi. Dal 1720 al 1861 del Regno di Sardegna. Nel 1798 Carlo Emanuele IV di Savoia fu costretto dai francesi ad abdicare e lasciare la città, dove nel 1814 i Savoia tornarono con Vittorio Emanuele I di Savoia. Negli anni 1850-60, le riforme politiche e sociali e l'opera di rinnovamento di Cavour, insieme ai movimenti democratici, posero le basi per la direzione del movimento risorgimentale e del processo di unificazione nazionale. Dopo il Risorgimento, fu capitale del Regno d'Italia dal 1861 al 1865, titolo che passò poi per un breve periodo a Firenze e infine, stabilmente, a Roma. Con l'inizio del XX secolo si aprì per Torino una fase di intenso sviluppo culturale e economico. Dopo la prima guerra mondiale divenne un centro nevralgico delle prime lotte sociali e dell'opposizione al fascismo. Nel 1943 fu al centro di un grande sciopero operaio, che si estese ad altre città e contribuì ad affrettare le caduta del regime. Dopo la seconda guerra mondiale conobbe un intenso sviluppo industriale, condividendo con Milano il primato del "miracolo economico", ma perse il ruolo culturale d'avanguardia svolto subito dopo la Liberazione. Oggi Torino è divisa tra i forti segnali di rinnovamento urbanistico e culturale e i timori di un declino economico legato alla crisi dell'industria automobilistica. Tra i suoi monumenti si ricordano la Mole Antonelliana e la Cattedrale di San Giovanni Battista del XV secolo, che ospita la Sacra Sindone. La città di Torino e i suoi dintorni inoltre sono abbellite dalle Residenze Sabaude, Patrimonio Mondiale dell'Umanita dell'UNESCO (Casa Savoia). Il Museo Egizio della città ospita la seconda, per importanza, collezione egizia del mondo.

Nota per la produzione metalmeccanica dovuta alla fabbrica automobilistica FIAT e al suo indotto, per la produzione della cioccolata e del cioccolatino gianduiotto (che prende il nome dalla maschera locale Gianduja). Ha dato i natali a importanti aziende italiane. Oltre alla Fiat, sono state fondate a Torino anche la compagnia telefonica SIP, poi div
 
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